Lo spareggio che valse il Mondiale: il cammino dell’albiceleste verso Usa ’94.

Il cammino che portò Maradona e compagni al mondiale americano fu pieno di insidie.

Risultati immagini per seleccion argentina 1994

In Sud america , la fase di qualificazione al mondiale è strutturata in due gironi che prevedono la classica modalità di andata e ritorno :

GRUPPO 1 : ARGENTINA , COLOMBIA ,PARAGUAY E PERU’ .

GRUPPO 2 : BRASILE, BOLIVIA,URUGUAY,ECUADOR ,VENEZUELA . 

Nel girone A la prima classificata si guadagna l’accesso diretto al mondiale, la seconda gioca lo spareggio contro la vincente della sfida CONCACAF-OFC .

Nel gruppo B invece si qualificano le prime due .

Il Cile resta escluso per lo scandalo Rojas verificatosi nella gara di qualificazione contro il Brasile in vista dell’edizione mondiale del 1990.

L’ultima partita del gruppo C tra Brasile e Cile fu sospesa al 70º minuto, dopo che Roberto Rojas, portiere della Nazionale cilena, si accasciò a terra al 69º, in seguito alla caduta di un bengala lanciato dalle tribune e diretto nelle sue vicinanze;[1] Rojas perde sangue dalla testa, e sostiene di non poter continuare l’incontro.[2] L’arbitro, l’argentino Loustau, non si avvicina per verificare la situazione, e i cileni abbandonano il campo per protesta, su decisione del vice-capitano Fernando Astengo. Il Brasile rischia pertanto la sconfitta a tavolino e l’esclusione d’ufficio dal Campionato mondiale 1990.Qualche giorno dopo viene pubblicata una foto del reporter Ricardo Alfieri, che mostra che il bengala è caduto dietro a Rojas, a una certa distanza dal portiere cileno; altre immagini dimostrano che Rojas, anziché allontanarsi dal fumo, vi si avvicina, e che inizia a sanguinare solo qualche decina di secondi dopo la caduta del fumogeno.

Una volta constatato che la ferita è larga pochi centimetri ed è provocata da un taglio netto di una lama, il Brasile protesta con la FIFA: viene così formata una apposita commissione (la Commissione Mosquera) con lo scopo d’indagare sugli avvenimenti dell’incontro del Marcana. Rojas infine confessa che la ferita è autoinflitta: aveva nascosto una lametta nei guanti, e aveva aspettato il momento propizio (giacché sapeva che la partita sarebbe stata molto accesa, e così i tifosi)per tagliarsi e simulare un colpo ricevuto da un oggetto lanciato dalle tribune. La FIFA squalificò a vita Rojas, e il Cile venne escluso dalle qualificazioni ad USA’94”

L’avventura dell’argentina comincia esattamente il 1 agosto 1993 nell’esordio con il Perù a Lima. La decide un gol di Gabriel Omar Batistuta e i primi 3 punti lasciano ben sperare in un cammino non troppo difficile.

La seconda sfida si gioca ad Asunciòn in Paraguay , finisce con un 3-1 per gli argentini e strada sempre più spianata. Alla fine del girone di andata L’albiceleste ha un bottino di 6 punti su 3 partite giocate , niente male come ruolino di marcia se non fosse proprio per i cugini colombiani , che giocheranno un brutto scherzo a Maradona e compagni.

Gli argentini si ripetono e partono con il piede giusto anche nel girone di ritorno , 2-1 al Perù , 0-0 con il Paraguay nelle due sfide giocate a Buenos Aires poi arriva la prova della verità.

Dopo la sconfitta nella fase di andata a Barranquilla contro la Colombia( unica persa) , il 5 settembre 1993 a Buenos Aires si gioca una delle partite più incredibili nella storia delle qualificazioni mondiali. Davanti a 53.000 spettatori nel tempio del calcio sudamericano l’ESTADIO MONUMENTAL gli argentini cercano il riscatto e si giocano la qualificazione diretta al mondiale. La perdente infatti dovrà affrontare in uno spareggio intercontinale la vincente tra Canada e Australia rispettivamente della Zona CONCACAF e OFC.Immagine correlata

“Una volta mi hanno detto che in questo secolo ci sono stati tre soli grandi avvenimenti, in Colombia: lo scoppio de La Violencia nel 1948, la pubblicazione di ‘Cent’anni di solitudine’ nel 1967 e la sconfitta per 5-0 dell’Argentina per mano della nazionale colombiana nel 1993. E sapete qual è la cosa peggiore? Che è tutto vero.”
(Gabriel García Márquez)

Dici Argentina e Colombia e in un baleno la mente viaggia da sola, approdando a due mondi profondamente differenti. Da una parte trovi l’estremità meridionale di quello straordinario universo di colori, popoli, sapori e odori che è l’America Latina, sul versante opposto sorge quella che del continente è la porta principale, un lembo di terra aggrappato a Panamá, all’altra America. Argentina-Colombia è una partita da mille scenari che non si riducono al campo di calcio: Argentina-Colombia “..es como decir el país de García Márquez y el país de Borges, la cumbia y el tango, el café y el bife de lomo, Valderrama y Maradona, el Batigol y El Tren, el calor y el frío, el Pacífico y el Atlántico…”

Le unisce un passato colmo di lacrime sotto il giogo del colonialismo iberico, di eccidi delle popolazioni indigene, le separa una distanza di tremila kilometri. Condividono un amore viscerale per il calcio, quel calcio che le pone una contro l’altra confinandole in un rettangolo verde. Talvolta capita per la semplice gloria personale, per corroborare un primato di imbattibilità: è il caso di un’ amichevole. Talvolta capita per estromettersi a vicenda nella dura contesa per la conquista di un trofeo: è il caso della Copa América. Talvolta capita per garantirsi il proprio posto nel torneo che ogni calciatore sogna di vincere: è il caso delle qualificazioni ai Mondiali.

5 Settembre 1993, spira un vento gelido a Buenos Aires, di quelli che fanno a fettine i volti degli impavidi passanti. Fa freddo, fa molto freddo. Al di sotto dell’equatore imperversa ancora l’inverno, le temperature scivolano sotto lo zero. Ma il pallone riscalda gli animi: oggi la nazionale di Alfio Basile raduna tutti i suoi seguaci alla cattedrale del calcio argentino, il “Monumental”, la casa del River Plate, il teatro del primo trionfo mondiale a tinte bianche e celesti. Oggi termina il girone di qualificazione ai Mondiali che saranno ospitati negli Stati Uniti, fatto questo senza precedenti nella storia del calcio: solo la prima classificata potrà levare le mani al cielo, la seconda dovrà pazientemente aspettare, dovrà giocarsi l’accesso ai Mondiali nello spareggio, tutt’altro che edificante per una nazionale sudamericana, contro la lontana Australia.

Queste le formazioni:

Argentina: Sergio Goycochea; Julio Saldaña, Jorge Borelli, Oscar Ruggeri, Ricardo Altamirano; Gustavo Zapata, Fernando Redondo (69′ Alberto Acosta), Diego Simeone, Leonardo Rodríguez (54′ Claudio García); Ramón Medina Bello, Gabriel Batistuta. All. Alfio Basile.
Colombia: Óscar Córdoba; Luis Herrera, Luis Perea, Alexis Mendoza, Wilson Pérez; Leonel Álvarez, Gabriel Gómez; Carlos Valderrama, Freddy Rincón, Fuastino Asprilla, Adolfo Valencia. All. Francisco Maturana.

uomo dal temperamento mite, dentista di professione: è tornata a disputare un Mondiale dopo ventotto lunghissimi anni di attesa, pratica un calcio attraente e spettacolare, puro piacere per gli esteti del pallone, che al tempo stesso si rivela foriero di risultati eccezionali. La Colombia è reduce da ben ventisei incontri ufficiali, dei quali solamente uno è coinciso con una sconfitta. Nel girone di qualificazione è andata in rete otto volte, mentre la retroguardia si è arresa soltanto all’argentino Medina Bello e al paraguayano Rivarola.

La vera forza della Colombia non è da considerarsi totalmente racchiusa nell’undici titolare, che sa difendersi con ordine senza disdegnare il gioco offensivo che manda le folle in visibilio: il primo posto in classifica compensa lo svantaggio del fattore ambientale. Ai cafeteros è sufficiente anche un misero pareggio per strappare un’altra qualificazione ai Mondiali, la seconda consecutiva. Basterebbe sigillare ermeticamente la difesa, rinunciare a mandare in visibilio la folla con i passaggi rapidi e giocate di classe, ripiegarsi su sé stessi. Praticare l’anticalcio. Ma la storia prenderà ben altra piega.

Si respira un’aria tesa. Argentina-Colombia è il drammatico spareggio per la sovranità in uno dei due gironi di qualificazione.Non è solo il paese di Asprilla, Higuita e Valderrama, la Colombia. Anzi: oramai è diventata la terra dei cartelli della droga di Bogotá, Cali e Medellín, il regno di Pablo Escobar. Resa inquieta dalle diversità sociali, strozzata dall’aspro duello tra Stato e trafficanti di cocaina, ostaggio del terrore, la Colombia riscopre la gioia di vivere grazie alla sua nazionale di calcio, attorno alla quale si stringe l’intero paese e che unisce tutti, anche quanti nella vita di tutti i giorni sono acerrimi nemici. Una nazionale temuta e rispettata, tanto dai semplici avventori dei bar di Buenos Aires quanto da voci ben più autorevoli.

Eppure gli spalti del “Monumental” sono un meraviglioso affresco dalle tonalità cerulee: è tutto dipinto di bianco e di celeste.

La formazione colombiana guidata dal CT Maturana travolge incredibilmente l’Argentina con un sonoro 0-5 gettando il maestoso pubblico dell’albiceleste nello sconforto totale.

I Colombiani conducono una partita sensazionale , Il pubblico del “Monumental” ha smesso di rumoreggiare, di far baccano: quei due gol, segnati quattro minuti prima ed altrettanti minuti dopo l’intervallo, hanno rubato le loro corde vocali. E allora la Colombia, da vittima sacrificale da dare in pasto agli argentini, inizia a vestire i panni dell’ospite invitato ad onorare un pranzo luculliano.Risultati immagini per argentina vs colombia 0-5

Furono svariate le critiche che tergi versarono sui giornali il giorno seguente, qualcosa era andato storto, una formazione totalmente disorganizzata e irriconoscibile quella argentina cadde sotto il gioco di una Colombia che macinava gioco , si divertiva e faceva divertire.

 

L’Argentina è ammutolita . Davanti al pubblico di casa nessuno mai avrebbe pensato in una delle più grosse capitolazioni della storia.

Cala il sipario su una notte totalmente da dimenticare per gli argentini e che entrerà invece  nella memoria di tutti i colombiani. Per l’Argentina si profila adesso l’incubo dello spareggio contro l’Australia che ha appena eliminato il Canada. Risultati immagini per argentina vs australia 1993

 

La partita di andata si gioca a Sydney il  31 Ottobre 1993 , Balbo porta avanti i suoi , Vidmar pareggia i conti allo scadere del Full time. Per l’Argentina qualificazione sempre più a  rischio , tutto si decide nella gara di ritorno.

IL 17 Novembre si gioca a Buenos Aires la gara di ritorno, ancora una volta il palcoscenico di gioco è quello del Monumental.  Gli argentini inneggiano con bandiere , coriandoli “Vamo Argentina” cosi come fanno i giocatori nel sottopassaggio pochi minuti prima dell’ingresso in campo.

 

Il primo tempo si chiude a reti inviolate . Al 15′ minuto della ripresa Redondo salta un avversario e scarica per Hugo Perez che lancia con un rasoterra Batistuta in profondità. Quest’ultimo seppur marcato dall’australiano Tobin , si gira da posizione defilata e calcia in porta. La palla prende un effetto strano, si impenna e sorprende l’estremo difensore Australiano con un incredibile pallonetto. 1-0. Il Boato del Monumental è da pelle d’oca….

Il risultato resterà invariato fino al termine della gara , al triplice fischio finalmente l’ Argentina può tirare un sospiro di sollievo, qualificazione raggiunta e via ai festeggiamenti.Risultati immagini per australia vs argentina 1993

Le vicende che seguiranno al Mondiale in seguito alla squalifica Di Diego Armando Maradona trovato positivo all’efedrina (sostanza dopante) lascerà per anni lunghi strascichi che si ripercuoteranno anche nelle edizioni successive portando ad  una maggiore rigidità nei test antidoping; ma questo è altro , quello che volevamo ricordare è stato il cammino che ha portato Diego e compagni al mondiale americano.

Senza dubbio è già nostalgia.